TouchDesigner e Arte Generativa

2025 Generative Art · Live Media Performance teatrale

Tecnologia come presenza scenica

L'immagine respira. Non è mai ferma, mai data una volta per tutte. TouchDesigner entra nel mio lavoro come un organismo vivo: reagisce al movimento, alla voce, al silenzio. In scena non si limita a fare da sfondo, ma diventa un vero e proprio interlocutore per il performer.

Lavorare con sistemi generativi in tempo reale significa abbandonare l’idea di una sequenza visiva chiusa. Sensori corporei, microfoni, segnali MIDI e OSC vengono tradotti in materia luminosa: la tensione muscolare diventa distorsione di un volto proiettato, il respiro si trasforma in oscillazione di particelle. È una drammaturgia dell’imprevedibile, dove il corpo e il codice si ascoltano a vicenda.

In ambito teatrale, questo approccio ridefinisce la relazione tra attore e spazio. La proiezione non è decorazione, ma presenza fantasmatica, a volte antagonista. Nei miei spettacoli il digitale non cerca di imitare l’organico, bensì di costruire un proprio linguaggio fatto di glitch, texture liquide e architetture effimere. Una macchina scenica che si lascia osservare nella sua fragilità e nel suo costante farsi.