Produzione Collinarea Festival 2024 – Regia: Loris Seghizzi
Bohème: La povertà mi è lieta
Bohème è l'ultimo atto della trilogia dedicata a Puccini – dopo Atroce Favola (Madama Butterfly) e Turandot – ombra della luce – nell'anno delle celebrazioni del centenario della morte del grande Maestro. In questa trasposizione contemporanea, l'opera si tiene nel luogo di residenza di Dolores, un'anziana attrice che interpretò Mimì nel 1954.
Bohème è per noi uno spunto autobiografico. Quegli anni rappresentati a Parigi sono molto somiglianti agli anni vissuti dai nostri predecessori a Napoli, o nei tanti luoghi di quell'Italia che si precipitava nella guerra, dove molti artisti continuarono il mestiere; e soprattutto dopo la guerra, quando nascevano le compagnie di giro, delle vere e proprie comuni viaggianti che riuscivano a campare grazie ad espedienti di ogni tipo, ma sempre spinti orgogliosamente dal "mestiere", dei veri bohèmien.
Nella casa museo di Dolores, La Bohème spalanca la finestra sui ricordi degli anziani artisti, dei tempi in cui anche loro interpretarono l'opera di Puccini in prosa, insieme alle tante rivisitazioni di celebri autori, in mezzo alla messa in scena di una vita fatta di acrobazie…
Lo spettacolo segue dunque una linea realistica, intrecciata con quella surreale attraverso il tema del ricordo, frammenti di vita e d'arte di un tempo che fu.
La messa in scena è una cucitura tra musica colta, musica contemporanea, teatro, video; in una visione meta teatrale/musicale/cinematografica.
Per l'occasione, vengono a farle visita i compagni di una vita, gli attori che composero quella storica compagnia teatrale. L'opera riunisce dunque il gruppo di artisti e compagni che visse quell'epoca fortunata, fatta di sacrifici, viaggi, amori, incontri, tanto teatro, miseria e nobiltà…