Note di regia

introduzione: Spettacolo in 12 scene + 1 Eburnea si svela in un bianco sterile, spazio che non è nientemeno prigione–scuola–ospedale, sinteticamente, un non-luogo. Bianco come l’avorio per l’appunto. Bianco falsamente puro, falsamente sacro perché è il bianco della scienza – che crede di essere divina ma che in realtà è profana. Profano e anti-tradizionale come il mondo contemporaneo. Eburnea è l’inversione dei valori, è una teologia rovesciata, tutto ciò che sta sopra sta sotto e tutto ciò che sta sotto sta sopra, Il profano diventa sacro, il sacro diventa profano. Ogni bagliore di umanità è rivalutato, tradotto, trasformato, compresso, cancellato. Falsa trascendenza in un falso paradiso, come da ciò che fugge I–330, rispettivamente, è un falso inferno. Tutto questo definito da un falso Dio; l’intelligenza artificiale. Falso Dio, falso profeta, che traduce, ribalta, e ridefinisce. Falso profeta con false promesse; l’immortalità, l’eternità grazie ad una coscienza digitale. A.I = A EYE (un occhio) come il Dajjal nell’Islamismo. Una emancipazione, un'evoluzione della proprie capacità cognitive grazie a cosa? Grazie ad un chip, che ci permetterà di essere connessi con tutto lo scibile umano, ovvero con il Nostro Falso Dio. Una Coscienza Collettiva Digitale sorvegliata, controllata, che s’ irradia in ogni fibra del nostro corpo, in ogni fibra del mondo materiale, che marchia indelebilmente, che risucchia e che fa godere, che controlla e che illude di liberare. I-330 non è un’eroina. È un canale. ciò che sceglie è di non essere più umana, di abbandonare la sua identità, di farsi attraversare, di diventare puro segnale, rivalutare la sua natura ed auspicare ad un emancipazione e una trascendenza nel digitale. Di fare tabula rasa, di purificarsi e di liberarsi – o così lei crede. –Collum tuum sicut turris eburnea– Così lo Sposo, nel Cantico dei Cantici, cantava la sua Sposa. Purezza, regalità, connessione tra cielo e terra. Qui, in Eburnea, quella torre è diventata prigione. Quel collo è diventato canale per un altro dio. Quella purezza è stata compressa, tradotta, marchiata. Perchè quello a cui assisterete è già accaduto, e accadrà di nuovo. Perché l’Ingannatore ha molti nomi, ma il suo volto è sempre lo stesso: una luce che promette, un occhio che divora. Regia, scrittura, scene, progetto video: Boris Pimenov Nel ruolo di I–330: Rossana Cannone